E’ stata la prima volta al mondo che ci siamo riuniti parlando di come anche un cieco possa praticare le manovre di rianimazione cardiopolmonare, disostruzione da corpo estraneo e uso del defibrillatore.

Grazie al patrocinio del comune di Roma, l’associazione nazionale ciechi e la Salvamento Academy, si sono potuti brevettare i primi 50 soccorritori non vedenti. Siamo dinanzi ad un esperienza che apre nuovi scenari rispetto al concetto di
disabilità, diversabilità, versatilità. Un non vedente soccorritore si posiziona in una nuova assunzione di ruolo e beneficia di una nuova e rinnovata attribuzione valoriale. Assume un ruolo protagonistico ed attivo che rivoluziona gli schemi di tipizzazione sociale. Si pone come colui che è capace di prestare aiuto e che può salvare una vita al pari di tutti gli altri soccorritori. L’addestramento alle manovre, ovviamente, ha fatto uso di modalità comunicative differenti che sono risultate altrettanto efficaci ed adeguate per l’insegnamento. Abbiamo notato una miglior manualità e praticità dei ciechi rispetto ai vedenti, una maggiore capacità di
manipolazione ed abilità prassico-motorie. In aggiunta vi è più concentrazione, calma e precisione. Indubbiamente caratteristiche psicologiche che si sono sviluppate assieme alle altre per compensare la mancanza della vista. Un’altro aspetto è la relazione che i non vedenti hanno con i loro cani guida, una relazione costituita da molta empatia che non ha esitato a giocarsi anche in questa occasione. Certamente questo convegno e le attività di addestramento al soccorso per i non vedenti, costituiscono un esperienza cruciale, una nuova prospettiva ed una nuova visione della diversabilità.











Dislessia, disortografia, discalculia e disgrafia, non sono più un problema per i nostri bambini. Un Equipè di psicologi, logopedisti, pedagogisti ed educatori seguono i bambini il pomeriggio e realizzano un programma di abilitazione che consente loro di compensare il disturbo e seguire il normale percorso scolastico e di apprendimento.
Attraverso l’uso di strumenti compensativi e dispensativi, metodi di apprendimento specifici mutuati dalla ricerca e dall’esperienza universitaria, realizziamo programmi individualizzati ed i risultati non tardano ad arrivare. Sono 67 le famiglie associate, 143 i colloqui di orientamento e supporto alle famiglie, 42 i bimbi che hanno cominciato e finito il programma abilitativo.
A noi piace pensare che il nostro lavoro sia “Epistemologico”, ovvero un lavoro su come i bambini costruiscano le proprie conoscenze ed è bellissimo veder rinascere nei bambini la voglia di studiare ed apprendere. Sotto legida guida della responsabile dell’abilitazione dott.ssa Maria Vincenza Picciallo, sono tanti i progetti e le collaborazioni con le scuole con cui si lavora a stretto contatto, nei consigli di classe, nelle giornate informative e di studio.
Tante le attività esterne, i laboratori creativi,
i giochi didattici, le gite e tutto ciò che stimola la fantasia e la creatività dei bambini; elementi questi di crescita e sviluppo. Tutte le informazioni e le attività si possono trovare sul sito